Da oggi potrete ottenere sconti su Amazon Italia cliccando qui

venerdì 19 marzo 2010

Il Milione 2: a Costantinopoli per guadagnare.


Bene, bene, dai commenti al post di ieri, vedo un certo interesse all'argomento e quindi mi ci butto subito a pesce essendo uno dei miei favoriti. Intanto tenete sempre d'occhio la mappa che allego, che descrive l'ipotesi del percorso del nostro Marco, da cui si vede che un po' tutta l'Asia sia stata bene percorsa ed investigata, dopo di ché dobbiamo dire due parole sul libro. Infatti questa, che è una delle prime opere di letteratura davvero europea, vi ricordo, stesa in francese d'oil, misto a molti italianismi, da Rustichello da Pisa sotto dettatura, ebbe un immediato successo e fu subito tradotta e ricopiata più volte e pensando che allora i libri se li ricopiavano a mano, non è cosa da poco. Il motivo del successo, secondo me, sta proprio nell'essenza dell'opera. Non è solo un romanzo o un racconto di viaggio, come qualcuno lo ha definito, e neanche quello che si può catalogare come la prima guida turistica. Certo, è vero infatti che par di leggere la Lonely Planet Asia, con precise indicazioni di quanto tempo ci vuole a cavallo da una città all'altra o che nel tal posto si è ospitati degnamente in buone locande o ancora di fare attenzione ai mariuoli del tal posto che ti fregano il portafoglio. In realtà, sempre secondo me, è un vero e proprio manuale del mercante, con indicazioni e note necessarie a chi si voleva mettere in viaggio per fare affari; ecco quindi che si precisa dove comprare le merci migliori ed al minor prezzo, dalla bambagia alle spezie richiestissime o le pietre prezione o altro, sempre attento al valore delle cose ed alla convenienza dello spostare merci da un luogo all'altro per trarre profitto dalle differenze di valore. Si direbbe un manuale sull'arbitraggio, un trattato sulla globalizzazione e sui vantaggi della delocalizzazione ante litteram. Addirittura vengono segnalati i rapporti di cambio tra argento ed oro, sottolineando la convenienza di una piazza rispetto alle altre. In quei tempi di relativa pace e di conseguenza di crescita economica, ecco che tutti gli aspiranti mercanti si gettarono a pesce sul volume, ansiosi di avere informazioni utili. Certo in quei tempi gli unici viaggiatori erano i soldati ed i mercanti e non lo facevano per diletto. La molla del guadagno spingeva questa gente, ma chi non aveva la curiosità di conoscere, la voglia di capire il mondo e la sua vastità, improvvisamente disponibile, non aveva la voglia di andare al di là di una tratta già conosciuta e certa. I Veneziani erano tra i più intraprendenti ed è per questo che la Serenissima, pur piccola, cominciò il suo percorso di supremazia commerciale e politica nel Mediterraneo. Gente aperta che sapeva vedere nelle diversità, occasioni e vantaggi, che andava a cercarsi le opportunità dove c'erano, senza richiudersi a riccio nella sciocca difesa di un indifendibile particolarismo becero e ignorante, prodromo del declino economico e mentale, ma queste son cose di tempi successivi. Certo il buon Marco non parte alla cieca. Padre e zio, già accorti mercanti, giravano dalle parti di Costantinopoli a cercare buone occasioni e da lì ebbero le notizie che li spinsero al primo viaggio esplorativo verso est. Sentiamo Marco:

Capitolo 2

…messere Matteo Polo e suo fratello venuti da Vinegia nella città
di Costantinopoli con mercatantia, per guadagnare, partironsi in nave e andarono
in Soldania….



Ce li immaginiamo certo, i due mercanti che partono da Piazza San Marco e vanno a Costantinopoli che era un po' lo snodo dei traffici con l'Oriente(evorrei sottolineare quel "per guadagnare"; il mercante si diverte solocosì,solo dopo si può fermare un attimo a considerare, a pensare). Era il1260 e lacittà era appena tornata in mano ai Bizantini. Santa Sofia avevasubito danni,ma non irreparabili e tutta la città era in fermentoricostruttivo dopo idisastri prodotti dalla IV crociata (cheincidentalmente ricordo, saccheggiòl'impero Bizantino fregandosene diSaraceni e Terrasante varie). Paragonando ilcentro, con la Istambul dioggi, si può dire che mancavano solo i minareti e giàsi vedeva Galata e latorre allora diroccata dal saccheggio crociato ed in pienaricostruzione. Lemura semidistrutte dall'assedio, forse non differivano moltodal loroaspetto odierno. Era terra Genovese, ma quello che la accomunava allacittàdi oggi era proprio la sua posizione chiave, un crocevia di commerci, dimercati, di scambi e occasioni. Quando passeggiavo nei bazar di Istambul,certoil profumo forte ed aggressivo delle spezie, i colori dei tappetidistesidavanti alla mille botteghe, le grida dai venditori che cercano diinvitarti afare un buon affare erano le stesse che avevano sentito i Poloquasi otto secoliprima. Gli stessi sguardi, lo stesso interrogarsi sequello sarebbe statol'affare della vita, la stessa voglia di fermarsi,contrattare, scambiarezecchini con bisanti, tetradramme e piastre o lire odollari contro merci. ACostantinopoli, a Istambul, comincia la voglia di"mercatantia" che in fondo miha accompagnato, anche se praticata per conto terzi, per tutta la vita.



Vi segnalo che in concomitanza con questa serie di post del viaggio di Marco, nel bellissimo blog di cucina di Acquaviva che vi invito a seguire, comincerà l'esposizione di una serie di ricette che trovereste oggi in quei luoghi e che forse avrebbero gli stessi sapori che ha provato il nostro eroe.
Quella di oggi riguarda un classico di Istambul: l'involtino di riso in foglie di vite.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

http://ilventodellest.blogspot.com/2008/10/un-pane-non-integralista.html

http://ilventodellest.blogspot.com/2009/07/rosso-danguria.html

http://ilventodellest.blogspot.com/2008/10/kumurgi.html

3 commenti:

  1. Mi fai venire la tentazione di seguire il tour passo passo a suon di ricette!
    Venezia ed Istambul mi sono familiari e certamente è facile riconoscervi (specie in certe zone) un passato ancora fiorente. Ora aspetto con impazienza anche la cronaca delle prossime tappe...
    (PS: e la traccia blu cosa è, un altro viaggio?)

    RispondiElimina
  2. Dai , bellissima l'idea delle ricette ad ogni tappa. Sarebbe bello procedere di pari passo.
    La traccia blu è il primo viaggio del padre e dello zio.

    RispondiElimina
  3. Senti... per Istambul ti proporrei il link ad una ricetta che ho già postato (quando però il mio blogghino non era ancora "pubblico" e che di conseguenza potremmo considerare inedita... visto che nessuno se l'è filata!). Tra l'altro anche l'argomento di cui parlavo si presta abbastanza bene al tuo tema: http://acquavivascorre.blogspot.com/2009/08/la-globalizzazione-allottomana.html
    Se poi mi anticipi (anche via mail, volendo) la data e la meta della prossima tappa vedo di organizzarmi, compatibilmente con il tempo tiranno...

    RispondiElimina